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Visualizzazione dei post da novembre, 2009

Se in direzione nazionale PD si parla di mia moglie

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Ieri si è svolta la prima riunione della nuova direzione nazionale del PD. Un organismo di piú di 100 membri che dovrebbe dirigere quello che è il principale Partito d’opposizione del Paese. Un partito forse pieno di facce stanche e lontane, aduso attingere a grammatiche incomprensibili per articolare giustificazioni a volte ingiustificabili, spesso indulgente con dirigenti corrotti e quasi sempre sordo e incapace di ascoltare la societá civile. Un partito fermo? Questo partito peró da ieri, è anche un po’ il Partito di Simona , di Marcello e di Cristiano. È il partito di Ivan che diventa vicepresidente, sale sul palco e parla di noi, della gente, della contemporaneitá e insieme di Benedetta Tobagi, l’ereditá degli anni 70 e Pietro Ichino. È forse un partito a cui bisogna imparare a parlare, con pazienza estrema, come si fa con i nonni un po’ sordi, per non lasciarli soli, in preda al loro rincoglionimento, perchè da soli, rincoglionirebbero solo di piú. Con pazienza e-stre-ma. È quest...

Soppalchi

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Il brutto di stare in guerra è che sacrifichi te stesso, sull’altare della battaglia. Giorno per giorno i confini degli strati piú reconditi di sè, perdono consistenza, sostituiti da questo io collettivo, fanatico, superficiale, idealista e tifoso, che ti allontana dalla veritá dell’unica ricerca razionale. Quella personale. Le sere passate ad ascoltare le notizie dal fronte, ad infiammarsi al grido dell’ultima abiezione, ad esplorare quando in là puó spingersi il limite dell’immaginazione, rincorrendo una realtá sempre piú teatrale, farsesca e fantascientifica, mi hanno prostrato. La guerra avvolge tutto, incendia le discussioni, che bruciano veloci come carta di giornale; strappa i colori tenui, allontana le domande e la cortesia, ci distoglie dall’arte e dal desiderio del silenzio. La politica. Nella nostra casa di Torino, abbiamo ricavato un soppalco di un metro e 50. Non ci stai in piedi, ma hai tutto lo spazio per allestire una piccola biblioteca, stare seduto su una “simil” shai...

Compro, vendo, compro, compro, vendo...

La notizia di ieri è che vogliono privatizzare l’acqua. L'acqua La sostanza di cui siamo composti, che ci da da vivere e che cade libera sulle nostre teste o possiamo attingere da fonti e luoghi di questa bistrattata e lurida madre, ancora chiamata natura. L'acqua diventa business, alla stregua dei formaggini o chessoio dell'I-pod. Ho visto diversi spettacoli di Marco Paolini dal vivo. Ha scritto tutto un album ed (appunto) uno spettacolo teatrale con i Mercanti di Liquore, chiamato “sputi”, con testi di Rodari ed Erri De Luca, su questo tema. Come sempre la realtá supera la fantasia e l’arte rimane l’unico rifugio di veritá, in cui nascondersi, sperando solo di svegliarsi che è stato solo un incubo. Come questo pezzo: “Voglio essere proprietario/ e unico padrone/del mare, delle spiaggie/dei pesci e le persone” Cosa c'è di piú vero della pazzia?

Ululati

La terrazza esposta ad ovest è spazzata dal vento e inondata della luce bianca di una luna gonfia e stroboscopica. Sono passati così questi venti giorni. Questo posto, pieno di ricordi e ormai deserto di persone, mi riporta alla solitudine di tutto questo tempo passato senza loro Single di nuovo per 20 giorni. Ma non si torna ad essere quelli di un tempo, quando le cose sono andate così avanti. Ah... se Bersani passasse i 20 giorni che ho passato io... capirebbe che non si torna indietro mai!! Cosa ne è stato della mia indipendenza, quel cardine attorno al quale costruivo la mia identitá? Puff... svanita. Nessuna voglia di andar fuori, uscire per halloween, vedere gente, buttarsi nella mischia. La mischia non ha senso, se non c’è una corsa da fare su per le scale, per catturare, prima dell’altro, il respiro profondo dei tuoi cuccioli; la compagnia di altre persone quasi seccante, se non puoi condividerla con la compagna di una vita; il tempo dilatato inservibile, se non sei stato in gr...