Comunità
L’albergo in cui si svolge la riunione riporta una targa autorevole all’entrata. “In questo albergo dimorò per qualche notte il giovane Wolfgang Amadeus Mozart” all’incirca… Entrando ti rendi conto che tutto deve essere rimasto uguale ad allora. Come se nessuno avesse voluto toccare niente (neanche spolverare), per non fare un torto alla memoria del nobile musicista, probabilmente. Il tutto sa di naftalina. Anche i condomini. Sembrano essere stati riesumati per l’occasione, scrollati e messi su strada come si può fare con una vecchia cinquecento, cui chiedi di fare giusto un attimo, un giro in centro tra mezzogiorno e mezzogiorno e un quarto, prima di riporla nuovamente sotto la cerata. Le facce son vere, paesane. Visi rubicondi e sinceri, incartapecoriti e odorosi. Una vecchia signora che si ostina fieramente a tingersi di rosso i capelli, ci dice che sarà maschio, che si vede dalla pancia, che in famiglia sua erano 9 figli, 5 maschi e 4 donne. Tutti morti, tranne lei. I drappi alle t...