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Visualizzazione dei post da agosto, 2007

23 agosto 2007

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Gli astanti si voltano all’unisono verso il grande orologio in fondo alla sala. Segna le 3 e 19. Qualcuno prende nota. Il senso di pace che mi ha preso immediatamente prima, quando disteso nascosto nel retro della sala d’attesa, sonnecchiavo calmo prima della meravigliosa tempesta. La paura che mi ha investito. quando l’ostetrica ha preso letteralmente a “svitargli” la testa, fino a farlo venire fuori. Il senso di smarrimento nel sentire le prime urla di Simona e la fiducia che invece mi ha investito nel partecipare al “lavoro” di mia moglie. L’ora passata insieme allo “sconosciuto” silenzioso e curioso. La sua prima ora, io e lui soli. Questi ed altri flash mi restano in testa. Lo sconosciuto (o il bastardo come mi piace chiamarlo e se lo vedrete mai capirete il perché) è nato giovedì scorso. “E chi è questo??”. Nasce una persona, non nasce tuo figlio. Non è “tuo” un cazzo di niente; un bambino, grande anche solo dieci minuti è da subito una persona. Indipendente. Che cominci a scrut...

Partita non salvata

La stanchezza mi si attacca alla carne come miele sulla lingua delle mucche. La notte scorsa non ho chiuso occhio che per un’ora e adesso sono qui da solo, in casa mia, a respirare l’assenza di lei e di quel nanetto che si burla di noi giocando a nascondino. Sarebbe dovuto essere qui, in questo momento, ma come il personaggio di un’inesplicabile trama medievale, giullare ante litteram, ha lasciato le nostre bocche asciutte del suo odore, rimandando ad altra data (chissà quale???) quella apparizione che pareva già principiata e premasticata. Gli amici ci scrivono, ci chiamano, ci chiedono: “Quando”, ed io ho fatto l’errore, come l’impresario di un circo, di chiedere all’attore che recita a soggetto, di studiare un copione altrui. Ma alla fine di questo giorno, una nascita in effetti c’è stata e non è stata certo quella di mio figlio, (non oggi almeno…) Se ci fosse un Dio, infatti, avrei ancora la faccia di chiedergli scusa. Scusa, senza senso di colpa. Ma scusa, si! Anche io, come tutti...

Contadini della politica

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La vertigine che prende i responsabili delle istituzioni, nello scalare l'altissima montagna dell'assurdo, ci ha in questi giorni condotto ad una nuova vetta, un nuovo obbiettivo, raggiunto dai signori parlamentari con classe davvero cristallina. La seconda repubblica è ormai impegnata a dare di sè una veste sempre più satirica (o ipocrita a secondo della propria indole), col facile risultato di rendere sempre più "spanato" il rapporto tra buon senso e senso della politica. Nella pervicace consapevolezza che al peggio non c'è mai fine. Se non avete un'indole ipocrita, ma ritenete che il senso del ridicolo e quello dello Stato possano convivere, vi consiglio questa lettura. Esilarante come la vicenda che commenta. Il deputato, la squillo e l´indennità di astinenza Francesco Merlo la Repubblica 31-07-2007 Come Newton scoprì la legge di gravità dalla caduta di una mela, cosi lo scienziato sociale Lorenzo Cesa ha scoperto la legge del coito parlamentare dalla cadu...