Sono in camera di Marcello, sto montando il mobile fasciatoio che ospiterá Cristiano, per quando arriverá. La crisi e il buon dio mi hanno dato in dono un Natale lungo di famiglia e mirabilia, prodotto soprattutto della fragranza di mio figlio e della scioglievole accoglienza di mia moglie. Non ho che pensieri superflui e colorati sparpagliati per la mente e un topo di 80 cm che mi gironzola attorno. Dalla stanza accanto il televisore rintocca l’ora del telegiornale ed una vite piuttosto ostica, si ostina a non entrare nella sua sede. Il TG non inizia con i titoli, ma con una lunga notizia, segno che qualcosa di grave è successo; bombardamento, civili, morti, 200, bambini. Non voglio sentire. Spingo con forza il cacciavite contro la vite ostinata. Come molti uomini non sono in grado di fare due cose contemporaneamente, stanze del cervello a compartimenti stagni e semplicitá maschili mi impediscono abilitá doppie o triple, come cantare e battere un ritmo, studiare e ascoltare musica, tr...