La vida es una tombola

Si yo fuera Maradona
viviría como él
...mil cohetes... mil amigos
lo que venga a mil por cien...

Si yo fuera Maradona
viviría como él
porque el mundo es una bola
que se vive a flor de piel

Si yo fuera Maradona
y un partido que ganar
si yo fuera Maradona
y una mano en el altar

Quella che vedete qui sopra è la scena con cui si conclude il film documentario di Emir Kusturica sulla vita di Maradona.
Un film toccante, che racconta la storia di un genio, un rivoluzionario, un poveraccio.
Un uomo che ne ha viste di tutti i colori in vita sua e porta con se il destino di essere considerato, non meno di una divinitá.
Prerogativa che alle leggende non capita mai da vivi.
Maradona non è stato solo un calciatore, non è stato solo il piú grande calciatore di tutti i tempi.
E’ stato storia: la storia del suo paese, delle sue baracche e poi delle baracche napoletane; qualche Dio ha sparso sui napoletani frammenti di rivalsa eterna e loro se la sono giocata tutta sui piedi di Diego Armando ricevendone in cambio, una felicità ed un onore che nessun napoletano cambierebbe con 10, 20 stelle delle squadre di lassú.
Ma la vita di Maradona è soprattutto la vita di un uomo pieno di contraddizioni: forte, sicuro, debole, corrotto, generoso, ribelle, la vita di una leggenda appunto, che ho avuto la fortuna di vedere giocare in TV e l’onore di scrutare da vicino qualche giorno fa al Vicente Calderon.
Un giorno mi piacerebbe raccontare la storia di Maradona ai miei ragazzi, così come mio padre mi raccontava di Charles, ma so che non avrei parole abbastanza esaurienti per descrivere l’enormitá di questo genio.
In questo pezzo di Manu Chao c’è molto piú di quello che potrei mai raccontare.

Commenti

dariedda ha detto…
daiiii! ma lo sai che io c'ho lavorato a questo documentario?
Ho fatto l'assistente di post produzione per la parte italiana, ovvero descrizione e trascrizione letterale di tutto il girato in italia. Un delirio. Ho odiato napoli e gli ultrà del napoli per giorni. (con affetto, eh?!) provate a scrivere ogni due secondi o mammamammammasaiperchèmibatteilcorazon...e via così...c'era da uscire di testa! 18 ore da sbobinare, e per fare un'ora ci si mettevano anche 6-8 ore per darti una media. A tratti divertente a tratti distruttivo. Ma certo uno spacato di napoli e dell'italia pazzesco. Il film era pronto da almeno 2-3 anni, ancora non l'ho nemmeno visto...
Maradona è nel mio pantheon personale. Un guerriero. Vederlo giocare mi esaltava, e mi esalta tuttora. Un dio umano. Non ci sono più calciatori come lui, sarà scontato dirlo ma è così.
punturo ha detto…
COOOOOOOOOOOOOOSAA????
Ma dai, non puoi non averlo visto...
E' molto bello, perchè soprattutto racconta tutta la disperazione che gli è sempre girata attorno...
Devi vederlo!!!
Eppoi Kusturica per me è un Dio!!

Maradona non è stato solo un calciatore. Maradona è stato DIO!

Poi i napoletani stanno sul culo anche a me... ;)
Anonimo ha detto…
Io Maradona l'ho visto giocare dal vivo. Praticamente galleggiava su cuscinetti d'aria, ogni sua finta interagiva direttamente con la mia ghiandola pineale. In 10 minuti Bologna 0 Napoli 3. Lui decise che doveva andare così, diede una sgasatina e fece salire Careca con sé. Partita memorabile, il Napoli sfilò lo scudetto al Milan sconfitto a Verona e fu tripudio.
Credo che Maradona dimostri come la gara tra talento ed applicazione si risolva nel breve a favore del primo, alla distanza a favore della seconda. Ma capirai che cazzo ci fai con la distanza. Credo che anche Maldini baratterebbe 5 anni di carriera con la splendida follia del gol di Maradona all'Inghilterra nell'86, o col pallonetto contro le leggi della fisica che Diego fece quando giocava nel Barcellona e che costituisce, nella mia personale classifica, il gol più bello che c'è.
Se io avessi lavorato, come ha fatto Daria, a una parte del documentario di Kusturica mi sentirei professionalmente realizzato di rendita per i successivi 19 anni.
dariedda ha detto…
da fuori sembra molto meglio, garantisco, senza falsa modestia. Magari avessi visto e goduto gol o azioni di diego armando: era tutto il delirio che lo circondava nel suo ritorno a napoli dopo credo 15 anni in occasione dell'addio al calcio di ciro ferrara. Potete immaginare cos'era il san paolo in quell'occasione. Poi il girato nelle sedi degli ultrà del napoli o nelle scuole calcio dei bimbi napoletani o in giro per i quartieri spagnoli dove anche i cani si chiamano diegoarmandomaradona.
Alla fine il film è rimasto fermo per anni, la casa di produzione di madrid ebbe problemi proprio con il regista e tutto si bloccò fino a cannes 2008. E io ancora non sono riuscita a vederlo. Domani lo noleggio.
Il privilegio di questo lavoro sono i fuori onda, cioè quello che gli altri non vedono. Maradona in macchina verso lo stadio con Gianinna accanto e la moglie, Maradona che si prepara d uscire e istruisce le guardie su come comportarsi se la gente si avvicina troppo, Manu Chao che canta senza sosta clandestino e tu vorresti dirgli a un certo punto: Manu ok, bella ma basta non se ne può più de clandestinooooo!
Tuttavia il grande privilegio resta uno: averlo visto giocare DAVVERO! Ciolic ti invidio moltissimo.
Quando mi capita di vederlo penso che sia davvero più vicino a un dio che a un uomo, lottava e se cadeva si rialzava e continuava, non è che rotolava due ore in terra tenendosi il ginocchio come fanno quelli di oggi.
Era un gladiatore del calcio.
L'unico. Forse tra tutti i grandi della storia del calcio mi ricorda al massimo Garrincha, ma nessun altro, nessuno nessuno.
Anonimo ha detto…
COME PUNTù ODI I NAPOLETANI????????Guarda che ti lincio.....
Omammamammammaomammamammamammasaiperchèmibatteilcorasonhovistomaradonahovistomaradonawèmammàinnamoratoson!
Anonimo ha detto…
Daria, in effetti tre sono i ricordi indelebili degli anni passati a vedere partite dal vivo:
1) Maradona (ricordo mistico)
2) La partita perfetta di Zidane (ultimo anno in Italia, mai vista una prestazione del genere)
3) Bologna-Chievo, partita della promozione in A, io e Punturo che corriamo sull'erba come canucci sciolti.

Hai reso perfettamente l'unicità di Diego, poi è ovvio che come tutte le manifestazioni del soprannaturale è finito pure lui sopra le bancarelle venduto a tranci.

Per quanto riguarda il tuo lavoro mi avevi quasi convinto, poi ha suonato il telefono, mi sono distratto e... ho ricominciato a invidiarti.
punturo ha detto…
E' vero anche Zidane volava sui cuscinetti, danzava praticamente col pallone incollato al piede.
Ma Maradona era esplosione allo stato puro.

Ciolic alludi al gol che fece col Barcellona nel campo della Stella Rossa (o Partizan o altra squadra slava?)
punturo ha detto…
Le mie partite di tutti i tempi:

Italia-Brasile 3-2 Mondiali 1982
Bologna-Chievo 1-0 Bresciani
Francia-Italia 2-1 Europei (anche le sconfitte ti formano)
Roma-Liverpool 4-5 dcr
Nissa-LicatadiZeman 2-3

Ho pianto di gioia in mia vita due sole volte.
Il gol del pareggio di Pruzzo contro il Liverpool è una di queste due.
dariedda ha detto…
sono commossa. intimamente commossa.
Anonimo ha detto…
Eheh bello! Avevo scritto un post su Maradona un paio di anni fa dai toni e dai contenuti più o meno simili, te lo riporto:

" Io ho sempre amato il calcio,ci ho giocato fino a 15 anni arrivando a esordire in seconda categoria,poi ho smesso perchè all'epoca altre cose mi passavano per la testa, di questa cosa mi pento ancora, per carità non sarei arrivato a giocare la Champions League però giocare a pallone fa bene per un sacco di motivi e ora che mi ritrovo a seguire le partite da spettatore penso sempre che se sai giocare a calcio non devi smettere mai di farlo, romantico vero?
Ho avuto quella che considero una grande fortuna, avevo poco più di dieci anni quando Diego Maradona è arrivato in Italia per giocare nel Napoli. Maradona non è stato solo il più grande calciatore di tutti i tempi,un artista del pallone, Maradona era proprio il calcio,ne incarnava la sua essenza più ludica e geniale, per chi ama questo sport Maradona era uno spettacolo per cui valeva la pena pagare il prezzo del biglietto anche solo per vederlo palleggiare a centrocampo prima di una partita.E noi, essendo bambini aspiranti calciatori, riuscivamo a cogliere questa genialità più con l'istinto, con la bellezza dell'attimo, che con l'ammirazione tecnicocalcistica che pure, ovviamente, suscitava.Come ho letto da qualche parte, Maradona era un uomo incompatibile con il processo di trasformazione del calcio in puro evento televisivo, da qua l'inizio della "guerra" tra il sistema calcio e Maradona. Riporto alcuni stralci di un articolo che lo celebra e che ho apprezzato molto:

"Maradona è nato in una della «villas miseria» di Buenos Aires, e vuole rappresentare il popolo argentino che soffre. Eroe plebeo , si lancia contro l'indulto ai generali argentini, vendica i ragazzi morti nelle Falkland nella partita contro l'Inghilterra a Messico '86. È un populista, ama chi gli è amico, da Menem a Fidel Castro. A Napoli scopre Che Guevara («un grande argentino»), lo vede apparire nelle immagini dei cortei italiani.Detesta i potenti del calcio, i presidenti dei club (lo scudetto del Napoli fu vinto «da lavoratori, perché il Napoli lo avevamo fatto noi, dal basso»), fonda il sindacato dei calciatori ed è l'alter ego di Pelè, uomo degli sponsor, dei sorrisi, della Fifa. È stato perseguitato: il suo era un simbolo da abbattere, e lo hanno distrutto mostrando tutta l'arroganza che solo il potere può avere. Nel '95, sconfitto, torna in Argentina: «Mi risvegliò la voglia di indossare un'altra volta la maglia del Boca, anche se ormai era della Nike e le avevano piazzato una striscetta bianca tra l'azzurro e il giallo, sembrava la divisa dell'università del Michigan...». Maradona attraversa l'epoca della commercializzazione di ogni aspetto della vita: a suo modo vi si è opposto, e gliene siamo grati."

La storia del Maradona-uomo,dopo la carriera calcistica,è stata una parabola di alti e bassi,sicuramente molto più bassi che alti,ma,parafrasando il buon vecchio Guccini,dico che a me piace pensarlo sempre dietro a un pallone mentre far correr via i dolori del mondo,solo e semplicemente con una sfera tra i piedi,perchè alla fine il genio è questo.Chapeau quindi!

aZ
punturo ha detto…
Quanto ti capisco aZ.
Hai mai letto "pensare con i piedi" di Osvaldo Soriano?
Anonimo ha detto…
Si Ale, ho letto quasi tutto di Soriano, in particolare appunto i libri che trattano di calcio. Un grande. Forse è quello che più di tutti ha dato al calcio una dimensione poetica che meritava.

aZ
punturo ha detto…
Solo chi ha mangiato calcio da quando è nato come me, te, ciolic, daria... puó capire la grandezza di Soriano.
Sono storie dove finzione, realtá, mitologia si fondono in qualcosa che abbiamo dentro da sempre.
Questa passione inutile e selvaggia per il "futbol"

Post popolari in questo blog

(Esistono) Le cose vere, le cose false

Il sogno che non c'è

BRA-ZIIIIL