"Futticumpagnu": il vero nome del sistema capitalistico
Che cosa porta una persona a diventare solo ed esclusivamente una emanazione egoriferita del proprio specchio?
Esiste un momento in cui l’uomo, il bambino, l’adolescente prende a non considerare più l’altro come una diversa emanazione di se, ma solo un “competitor”?
Un ostacolo?
Negli anni di “reclusione” milanese questo sentimento, per me, era talmente esasperato da divenire insopportabile.
Oggi è diverso, ma di tanto in tanto anche qui trovo esempi di forte egotismo.
Anche al limite del ridicolo come quando qualcuno ti da una spallata in mensa per passare avanti o quando qualcun altro afferra e prende a mangiare avido l’ultima brioche che, al cospetto di tutti, avevi appena indicato a tua moglie, rubandotela in pratica dalle dita.
Per carità, tutte cose buffe che mettono in evidenza la pochezza di chi le fa.
Ma questa pochezza, per me, è solo la punta più stupida di un iceberg che si chiama “intolleranza” a cui la società di oggi ci abitua sin da piccoli.
Ho ascoltato l’altro giorno alle iene l’intervista a tal Fabrizio Corona fotografo di Vip, che, lungi dall’essere l’ultimo cocainomane coglione allampadato, rappresenta il lucido esempio di deriva della media borghesia italiana di questo nuovo, meraviglioso e sorridente terzo millennio.
Questo Corona qui, per farla breve, diceva che “per fare soldi, non guardava in faccia a nessuno”.
In lui non c’erano ne disprezzo, ne arroganza fine a se stessa, ma solo la consapevolezza di chi è inserito a pieno titolo in un sistema-mercato, nel quale tutto ha un prezzo, in cui tutto si può scambiare a fronte di un certo quantitativo in denaro.
Tutto è mercimonio.
Una coscia ha un prezzo, due zizze un altro prezzo…
Prostituzione di sistema.
I fatti di questi giorni (cd di Vallettopoli) per me non dimostrano ne la fragilità o la falsità dei Vip, ne tantomeno la mancanza di scrupoli di agenti, fotografi e magnacci vari, bensì il fallimento morale di questo sistema di mercato.
Il sistema capitalistico.
E certo, questo è l’uovo di Colombo, ma forse è il caso di ricordarlo a chi si affretta a considerare le conquiste sociali come forme “reazionarie”, a chi bolla semplicisticamente la politica di sinistra come tristemente egualitaria, a chi si chiede ancora quale sia la differenza tra destra e sinistra.
Il comunismo ha fallito, la rivoluzione è un concetto che puoi trovare più solo in qualche numero di Zagor, ma questa società, il sistema capitalistico, la sperequazione delle risorse della terra, l’imbarbarimento di ogni singola persona, i meccanismi di arrivismo sociale, la distruzione climatica del pianeta, non rappresentano che il naturale fallimento di questo sistema sociale.
Sistema che si tiene in piedi grazie alla tenuta della parte economica, ma che, da un punto di vista individuale, morale, della mia, della vostra vita, è altrettanto idiota di quanto lo sia stato il comunismo reale.
La differenza tra i poveri dell’Urss e quelli dell’Italia di oggi è che almeno questi ultimi hanno pur sempre la possibilità di sognare, dentro il piumino scaldasonno Beghelli, un’apparizione ben pagata alla Corrida o a Buona Domenica.
I primi poveri poveri, i secondi solo poveri stronzi.
Esiste un momento in cui l’uomo, il bambino, l’adolescente prende a non considerare più l’altro come una diversa emanazione di se, ma solo un “competitor”?
Un ostacolo?
Negli anni di “reclusione” milanese questo sentimento, per me, era talmente esasperato da divenire insopportabile.
Oggi è diverso, ma di tanto in tanto anche qui trovo esempi di forte egotismo.
Anche al limite del ridicolo come quando qualcuno ti da una spallata in mensa per passare avanti o quando qualcun altro afferra e prende a mangiare avido l’ultima brioche che, al cospetto di tutti, avevi appena indicato a tua moglie, rubandotela in pratica dalle dita.
Per carità, tutte cose buffe che mettono in evidenza la pochezza di chi le fa.
Ma questa pochezza, per me, è solo la punta più stupida di un iceberg che si chiama “intolleranza” a cui la società di oggi ci abitua sin da piccoli.
Ho ascoltato l’altro giorno alle iene l’intervista a tal Fabrizio Corona fotografo di Vip, che, lungi dall’essere l’ultimo cocainomane coglione allampadato, rappresenta il lucido esempio di deriva della media borghesia italiana di questo nuovo, meraviglioso e sorridente terzo millennio.
Questo Corona qui, per farla breve, diceva che “per fare soldi, non guardava in faccia a nessuno”.
In lui non c’erano ne disprezzo, ne arroganza fine a se stessa, ma solo la consapevolezza di chi è inserito a pieno titolo in un sistema-mercato, nel quale tutto ha un prezzo, in cui tutto si può scambiare a fronte di un certo quantitativo in denaro.
Tutto è mercimonio.
Una coscia ha un prezzo, due zizze un altro prezzo…
Prostituzione di sistema.
I fatti di questi giorni (cd di Vallettopoli) per me non dimostrano ne la fragilità o la falsità dei Vip, ne tantomeno la mancanza di scrupoli di agenti, fotografi e magnacci vari, bensì il fallimento morale di questo sistema di mercato.
Il sistema capitalistico.
E certo, questo è l’uovo di Colombo, ma forse è il caso di ricordarlo a chi si affretta a considerare le conquiste sociali come forme “reazionarie”, a chi bolla semplicisticamente la politica di sinistra come tristemente egualitaria, a chi si chiede ancora quale sia la differenza tra destra e sinistra.
Il comunismo ha fallito, la rivoluzione è un concetto che puoi trovare più solo in qualche numero di Zagor, ma questa società, il sistema capitalistico, la sperequazione delle risorse della terra, l’imbarbarimento di ogni singola persona, i meccanismi di arrivismo sociale, la distruzione climatica del pianeta, non rappresentano che il naturale fallimento di questo sistema sociale.
Sistema che si tiene in piedi grazie alla tenuta della parte economica, ma che, da un punto di vista individuale, morale, della mia, della vostra vita, è altrettanto idiota di quanto lo sia stato il comunismo reale.
La differenza tra i poveri dell’Urss e quelli dell’Italia di oggi è che almeno questi ultimi hanno pur sempre la possibilità di sognare, dentro il piumino scaldasonno Beghelli, un’apparizione ben pagata alla Corrida o a Buona Domenica.
I primi poveri poveri, i secondi solo poveri stronzi.
Commenti
Vabbò, inutile che perdi tempo a contare, anche perché i conti li sbaglieresti... facciamo che te li ho fatti 7 volte, dai.
Adesso segna 8. Bravo punturo, mi sei piaciuto parecchio.
Lo sappiamo tutti che il mondo è cacca, ma tu l'hai scritto in un modo che si fa leggere fino in fondo.
E adesso, solo adesso, punturo vaffangulo (per non perdere una delle poche tradizioni che so' rimaste).
Hai mai letto qualche fumetto di Alan Moore?
Tomina, mi rendi, punteggiaturisticamente, la persona più insicura sulla faccia della terra...
Come faccio sbaglio...
Ciolic, grazie, ti meriti di vincere il fantacalcio.
Anzi lo vincerai.
Meglio ancora, lo vincerai con l'aiuto di Norton...
Dovete essere molto amici.
Per il resto lascia stare il fanta, dove la pagnotta sta lievitando da sé, e lascia stare Norton, ché quello c'ha mille pensieri.
L'altro giorno m'ha mandato un sms con scritto "ma che cazzo è un emendamento?".
Dai un bacio al piccolo tavano da parte mia.
Alan Moore è uno favoloso.
Un fottutissimo americano genio.
Colui che ha scritto "The watchmen" e "V for vendetta".
Non so come tu sia messo a fumetti. Io ero poco predisposta aihmè, ma dopo aver letto moore ho radicalmente cambiato idea.
Consigliatissimo per te punturo.
Hai descritto appieno ciò che è realtà ma che parole più appropriate non se ne potevano trovare.