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Visualizzazione dei post da ottobre, 2008

Anime nere

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Nell’asilo di mio figlio, tutto è pronto per la festa di halloween, mancano solo le ultime decorazioni. Non so come, né perché, ma so che quella è casa mia. C’è uno spazio che mi separa dalla strada con una saracinesca. Lì c’è il mio letto. Gli educatori se ne vanno. Rimango sola tra le pareti colorate di arancione e nero, i colori di Halloween. Ad un tratto sento un rumore, c’è qualcuno nell’asilo, qualcuno che "non mi piace". Una mano mi afferra, riesco appena a percepirne l’odore acre del suo alito, troppo vicino. Lo vedo in faccia, è un uomo che mi sta braccando. Mi sta aggredendo. Mi picchia violentemente, riesco a malapena ad urlare ma non c’è nessuno. E lui ride, sa che non c’è nessuno. Afferro il cellulare per chiamare mio marito, riesco a chiedergli aiuto, ma non senza prendermi un altro pugno. Dopo minuti interminabili finalmente mio marito arriva; cerca di entrare da un’altra saracinesca, da un’altra stanza, ma sento che fa tutto con calma, una calma paradossale. P...

Bastavano 40€

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Ieri sono andata alla Fnac e ho comprato dei cd. Era una vita che non lo facevo, una vita che non compravo musica. Da quando c’è l’I-Pod ho smesso di ascoltarla. All’inizio scaricavo di tutto, presa dall’entusiasmo della musica facile e gratis. Discografie intere, album di cantanti che mi suggerivano e che non conoscevo; pezzi che è una vita che cercavo e che non trovavo più in circolazione. E poi inni, ritornelli, registrazioni da vinile; album di cui me ne fregava poco, album di gruppi che mi piacevano ma che ormai “comprare” costava troppo. Risultato: niente più musica. Niente più ascolto. Niente di niente. Mercificazione distratta di suoni e parole, che finivano con l’essere tutti uguali. Tanta musica tutta tristemente uguale. 1383 brani di niente. Fuffa. A nulla è servita la nuova versione di I-Tunes che mi catalogava i pezzi, con tanto di copertine. E’ solo un insieme di microscopici meccanismi, pixel e quant’altro che insieme compongono immagini e suoni. Ma che non mi emozionano...

Strani Giorni

Strani giorni. Questa prima parte dell’anno ha portato con se venti di bufera, da fuori, da dentro, da davanti, da tutte le parti. Le parole non sgorgano piú nitide come solito, i pensieri si nascondono, la coscienza latita; così ci si rintana da qualche parte, a sentir scrosciare forte la pioggia contro i vetri, in attesa che passi la nottata e si torni di nuovo in superficie a vedere quello che la tempesta ha lasciato dietro se. In giorni come questi, che non ci siamo, che non ci ritroviamo, poche le possibilitá di fare un tuffo nel profondo. Ci si muove a scatti, a momenti, come robot animati da flussi di energia discontinua. Energia rapida che arriva al dunque e scuote in fretta. Nessuno spazio per pensare, solo emozione. Ritrovarsi ha il sapore amaro e bagnato di cose come questa.