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Visualizzazione dei post da luglio, 2008

Alla rotonda prendere la seconda uscita

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Fanno ormai quasi sei mesi che siamo a Madrid. Dopodomani rientreremo in Italia, destinazione Sardegna, direzione Bettolandia, chiudo il cervello per ferie e apro la panza per non meno di 15 giorni. Chiudo un anno un bel po’ incasinato e mi chiedo, ma dov’è che sono finito? Gli spagnoli in generale (perchè non esistono gli spagnoli in particolare, bensí i galiziani, i castigliani, gli andalusi, i catalani etc...) sono soliti dire che la cittá ideale dovrebbe avere le vie e il mare di Barcelona con la gente di Madrid. Ecco. Sará, ma io, forse a causa di Marcello piccolo, forse perchè siamo arrivati a febbraio, forse perchè non ho avuto fortuna, questi madrileni qui, che meritano di essere vissuti, mica li ho conosciuti... Per caritá tranquillamente, senza farne un dramma, dandogli uno, forse due anni ancora di tempo, si potrá ritornare su questi passi, ma per il momento tanto di quello che ho visto di Madrid, non mi è piaciuto. La cittá è divisa a metá tra nord e sud, quasi che non sia ...

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Lo apro spesso. Mi metto seduto e prima di vedere la posta o che so io il sito della gazzeta, lo apro e lo tengo la. Lo metto in icona, magari faccio altro ma so che sta lì. A volte lo leggo. Spesso lo leggo in maniera confusa: a volte solo una parte, a volte in maniera disordinata (prima la fine, poi l’inizio, poi la metá...). Perchè? Potrei parlare delle vacanze che si avvicinano, del senso di liberazione che mi danno i miei primi bagni nella piscina condominiale del nuovo appartamento, delle soddisfazioni che mi dá Marcello sempre piú dolce, sempre piú felice, sempre piú legato al papá; perchè invece parlo di uno dei racconti piú strazianti che abbia mai avuto modo di leggere? Cos’è morbositá? Che strano principio psicologico sta alla base di questo fortissimo legame con questo racconto? Sto scrivendo per capire. Del mio secondogenito conosco solo il battito? Solo??? E’ incredibile ricordare la impressione che possa fare ascoltare il battito cardiaco di un uomo/donna di due millimet...

San Sebastian 12 luglio 2008

Il Kursal è un auditorium completamente in vetro, diviso tra l’Atlantico, verso cui si protende e il fiume Urumea che lo bagna nei suoi ultimi metri di cammino. Un posto incredibilmente suggestivo e innovativo, anche se all’interno, nonostante la profusione di legno e modernitá, l’acustica lascia abbastanza a desiderare. Siamo in 1800. 1798 persone vestite casual, piú una donna in abito scollato ed un uomo con le scarpe nere lucide. Tom Waits entra in scena alle 21 e 50. Al centro del palcoscenico è costruita una piccola pedana sopraelevata rotonda, con un microfono ed alcuni oggetti improbabili come un campanello a pedale; tutt’attorno megafoni ed una scenografia, semplice quanto calda. 5 soli musicisti tutt’attorno alla pedana: batteria, contrabbasso, chitarre, “pianole” e fiati. Sembra di stare in un salone di casa o in un concerto jazz degli anni 30. Quando Waits entra in scena, cantando quello che credo sia il singolo piú famoso di “Orphane”, si fa teatro. Come una marion...

Il sogno che non c'è

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Birra calda e donne fredde, proprio non mi va/ In tutte le bettole che ho girato stasera/ È andata così /Tutti quegli sconosciuti a punto doppio /Con gin e vermouth e storie riciclate /Sugli sgabelli in finta pelle /Con le bionde platino /E le brune tabacco /Berrò per dimenticarti /Accendo un'altra sigaretta alla menta /E la banda suona qualcosa /Di Tammy Wynette /Offro io stasera Tutti i miei discorsi /Parlano di te, bella /Annoio un marinaio e cerco di dimenticarti /Voglio solo che lui mi ascolti /È quello che dovete fare tutti /Diceva che senza di te per me è meglio /Finché gli ho mostrato il mio tatuaggio Ora la luna viene su /Non ho tempo da perdere /È ora di darci dentro a bere /Dico alla banda di suonare dei blues /Offro io, pago un altro giro /Nel bar dell'ultimo tentativo di mollarti / Birra calda e donne fredde, proprio non mi va/ In tutte le bettole che ho girato stasera /È andata così /Tutti quegli sconosciuti a punto doppio /Con gin e vermouth e storie riciclate Su...

A la guerre comme à la guerre

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Non avrei voulto parlarne e mi dilungo poco. Non vorrei che questo canale di comunicazione tra amici diventasse un manifesto politico. E poi lo sai... sono via, cara Italia, non mi prendi piú. Peró ho aperto Repubblica (piú per vedere aggiornamenti sull'accordo Fiat/BMW) e visto i commenti alla manifestazione di ieri in Piazza Navona. Non entro nel merito, perchè troppo l'ho fatto in passato. Noto solamente una cosa: la destra e il proprietario del paese, sono riusciti in un altro risultato storico. Hanno ammazzato la sinistra. La Repubblica (e sono convinto una gran parte degli elettori del partito democratico) hanno stroncato la manifestazione di ieri, come un delirio di inciviltá e follia allo stato puro. Una parte della sinistra, ha abdicato, definitivamente sconfitto, alla difesa dei valori fondanti non solo del socialismo piú moderno, ma anche delle dottrine "liberal" piú blande, che imporrebbero da decadi un freno al conflitto di interessi del padrone. Il senso...