Post

Visualizzazione dei post da aprile, 2008

Inizi

Immagine
Una mucca muggisce, una rana gracchia, una musichetta sempre uguale ripete la sua tiritera neniosa dindondera. Tutt’attorno cubi, pupazzetti e puzzette solfarose. L’invadenza di Marcello è meravigliosa, spugnosa di energie e sempre nuova. Nel suo sorriso si stempera qualsiasi stanchezza. La nostra vita a Madrid si regola con molta lentezza. Troviamo un asilo, un corso di lingue, il tempo per il primo giro in scooter. Ospiti, siamo comunque ospiti. La cittá non ci si sta svelando subito, ma con il tempo che ci resta, lasciamo che piccoli frammenti di sole, s’infilino tra le imposte della nostra nuova vita, con pazienza. Da questi spazi guardiamo fuori. Il sole è il primo imprinting. Quello che piú di tutto marca il nostro ritorno a Sud. Un’invasione di luce e calore che Bologna, Firenze o Torino non possono neanche immaginare, che si rincorre sui colli inesausti e continui, bagnando di meridione la giornata (fino almeno alle dieci di sera) di questa città che pare annegata nel deserto. ...

L'Italia di Bossi parte terza

Immagine
Questo è il momento delle analisi. Tutti che si stanno chiedendo perchè è successo costì perchè è capitato colà. Io non analizzo piú. Conosco l’Italia che ho lasciato e sono totalmente disilluso da parecchio tempo. Invece che analizzare i numeri della sconfitta delle forze solidali, mi affido all’aneddotica per raccontare una roba che secondo me la dice lunga sull’Italia che ci (vi) è rimasta. A mio padre hanno da poco scoperto quello che parrebbe essere un calcinoma alla prostata. Potrebbe essere grave, oppure no, ma per il momento parrebbe non aver prodotto danni. Buono quindi. Bisogna peró fare in fretta. I miei si trovano ancora a Torino, parlano con il solito luminare, si decide di fare una biopsia, per capire come curare il tutto. Intanto sono soli a Torino, noi siamo partiti per la Spagna e loro cominciano a fare la spola con le Molinette per sapere quando si puó fare questa biopsia. Passano i giorni, passa un mese, due mesi, i miei continuano ad andare e venire e di risposte po...

Il fuoco è bello si, ma brucia...

Poche righe da dedicare a tutte le persone che sognano al posto di vivere. A quelle persone che vivono vite riflesse, che tradiscono e si tradiscono, o che si tengono sempre appresso a porte o uscite di sicurezza che non imboccheranno mai. Ai campioni di falsità, agli ipocriti. Risentivo oggi questo pezzo degli afterhours, dedicato alla generazione che fa “rivoluzioni che non fanno male” e mi si è dispiegata in testa una lunghissima lista di persone infelici che non accettano quello che hanno e non fanno nulla per cambiarlo, se non parlare di farlo. Non parlo di chi si trova in difficoltà oggettive, nè tantomeno di chi vive e si accetta per quello che è, ma parlo di quegli strani esemplari di persone che riescono a riempire di alibi la storia della propria esistenza. Sfumandola fino a farla evaporare. A ripensare a questa lista, a ripensare da lontano alle loro storie, mi viene tristezza e un po’ di rabbia. Rabbia perchè in alcuni di loro a volte ho creduto, non rendendomi conto che ei...

O sciore cchiù felice

Immagine
“'O sciore cchiù felice è ‘o sciore senza radice corre comme ‘o cane senza fune ‘o sciore senza padrune”. Queste parole mi sono ritornate nella testa da un po’ di giorni. Imperterrita il mio cervello continua a elaborarle, a canticchiarle in un angolo remoto; non si lasciano udire fuori. Fuori non serve dirle. Fuori non serve cantarle. Dentro sono fuoco, dentro consumano anni; cinque ormai senza radici. Cinque, soli, ma quanto basta per recidere gli ultimi steli. Dopo 27 anni di Terra, (e Mare), le radici sono annegate nella mia bella Napoli. E ogni volta che ci ritorno mi pare bella davvero. E sì che quando ci vivevo era avvolta nel fumo dell’impotenza, mia e di chi come me cercava di rendere commestibile il marcio. E ora mi pare bella. Comunque. Coi cumuli di spazzatura e la diossina che si sta divorando i campi. (e contamina radici). Cinque anni a correre a briglia sciolta, senza padroni, senza “casa”, senza letto fatto e cena pronta. E mi dico che cinque anni non sono niente, ...