Post

Visualizzazione dei post da gennaio, 2008

Ma c'aggia fa, me fa paura e ce turnà...

Immagine
Adesso che gli animi si stanno sopendo, adesso che il fenomeno mediatico sta cominciando a scemare, adesso che se ne parla in quarta o quinta pagina. Adesso che sto digerendo tutte le ingiurie fatte contro il mio popolo. Adesso sento di cominciare a parlarne. Non è stato facile “cominciare”, ma adesso è un bisogno impellente che non posso più evitare. Ho letto centinaia di articoli sulla questione spazzatura, pareri contraddittori sul perché e percome si è giunti a questo. Napoli “è na carta sporca e nisciuno se ne m’porta e ognuno aspetta ‘a ciorta”; Napoli che ha visto come ultimo splendore quello borbonico; Napoli che è piena di gente che lotta ma che poi se la intervisti non sa dire due vocaboli di senso compiuto uno appresso all’altro. Napoli e i napoletani che bruciano la mondezza esausti e incuranti del pericolo che provocano, e poi scendono in piazza per lottare contro gli inceneritori perché inquinano. E poi una Napoli che sa ma che non può far nulla; perché se corri in strada...

No Surprises

Dedicato a me e ad Antonio Albanese

Pelo sullo stomaco

Metto dell’acqua filtrata nel tegamino più piccolo e accendo il fuoco sotto una camomilla. Dentro le orecchie trombe della formazione di Herbie Hanckock, da un periodo lontano, da un posto lontanissimo, accendono la lievissima sensazione di essere altrove. Guardo mio figlio ridere. E’ come se si aprisse il mare quando ride. Ha uno sguardo così intenso, un modo di osservarti che mi pare così adulto (perché così mi piace vederlo), che quando allarga quella portaerei che tiene al posto della bocca, su quelle sue gengive morbide e rosse come fragole, ho come l’impressione che l’intero universo sprofondi sotto i nostri piedi. E’ così sconfinata la potenza della sua semplicità, la felicità che gli si apre in corpo e ti regala con dolcezza per niente banale e gratuita, che ne vengo rapito alla stessa maniera con cui nel periodo dei primi segreti, scoprivo le gambe delle ragazze. Strabiliato. Nell’amore vero l’oggetto dell’amore è visto, considerato e trattato come bello universale dal soggett...

Il dono della sintesi

E’ uno di quei periodi in cui scrivo e cancello. Avrei cose da dire, ma non in questo modo, non così, insomma no. Ci sono però un paio di cose che vorrei mettere da parte, come sto facendo con l’ultimo goccio di mirto, che tengo in dispensa, per l’occasione in cui avrò qualcosa da fare perdonare a me stesso o vorrò godermelo con qualche amico. Queste due cose sono due frasi che ha detto l’altra sera il filosofo Umberto Galimberti, parlando dell’Italia. Sono proprio quelle due frasi che mi mancavano, per spiegare la situazione politico italaiana ai miei amici/conoscenti che incrocio all’estero, con semplicità. Dovete sapere difatti che, quando vengo interpellato con curiosità e disgusto (un po’ come si fa con una pustola, che un po’ ci godi a far scoppiare, benché puzzi peggio che una fogna) da un improbabile interlocutore estero, su quello che sta succedendo in Italia, mi lancio in dissertazioni aberranti. La rabbia infatti mi prende le cervella, la bile mi sale fino alla gola, il fuoc...