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Visualizzazione dei post da febbraio, 2007

Dimenticare

L’altro giorno mi sono dimenticato il nome di un amico. Un amico che non c’è più. E’ passato a miglior vita quasi due anni fa ed io mi sono dimenticato il suo nome. Mi ricordavo il suo nickname, ma non il suo nome. Mi sono tremati i polsi, pensando alla morte come perdita della memoria delle persone care e forse per colmare questo grosso senso di colpa o per semplice narcisismo personale, mi è venuta voglia di ricordarlo, senza idealismi del cazzo per carità… (ne riderebbe delle belle), ma solo per poter riprendere questo ipotetico scritto la prossima volta che non mi ricorderò più il suo nome; (anche perché è terribile vedere come col tempo la memoria delle persone che ci sono state vicine svanisca come sabbia tra le mani). Ma poi cambio idea, non è giusto. C’è una inevitabilità nei destini delle persone, che va rispettata gelosamente. Una preziosità tra le poche parole che ci siamo scambiati, gli abbracci che ci siamo e non ci siamo dati, il vino, gli sguardi, gli odori che facevano ...

Voglio essere ricordato come un glaciale geroglifico

Mentre nel mio lavoro aspetto che qualcuno mi proponga un pezzo musicale serio per una nuova campagna pubblicitaria, ho ancora negli occhi, nel cuore, nella carne il concerto di Ivano Fossati dello scorso venerdì. Vedete, Fossati, a differenza di tutti gli altri cantori i cui concerti son solito seguire, ha una prerogativa precisa: non devo concentrarmi per seguirlo o per vivere il concerto... è lui stesso, la sua musica, le sue parole, gli arrangiamenti, la band... che mi entrano nell'anima compenetrandomi totalmente di emozione. Come un fuso. Come se ci fosse un canale tra me e lui. E' strano, perchè faccio molta difficoltà quando sono solo a casa, a cercare Fossati tra le playlist dell'I Pod, spesso mi annoiano, ma i concerti... i concerti sono qualcosa di fenomenale. Non posso descrivere quello che ho provato, tanto è personale, tanto è pulito e profondo, ma posso dedicarvi una canzone. Questa canzone che conoscevo poco e che mi ha fatto attorcigliare le budella di comm...

La CEI come le BR

A completamento di quanto affermavo ieri sul forum dei rancorosi, riguardo alla Chiesa e ai Dico vorrei citare un pezzo di un articolo di Rodotà che ho testè letto su Repubblica. “Benedetto XVI ha affermato (…) che non si possono ignorare “norme inderogabili e cogenti che non dipendono dalla volontà del legislatore o dal consenso degli Stati, ma precedono la legge umana e per questo non ammettono deroghe da parte di nessuno”. (…) Le parole sono chiare. Se nessuna legge può sovvertire la norma indicata dal Creatore per la famiglia , la legittima approvazione del disegno di legge sui Dico diviene un atto sovversivo del governo. Se i cattolici devono votare secondo le indicazioni della Chiesa, viene cancellata la norma costituzionale che prevede la loro libertà da ogni “vincolo di mandato” e l’autonomia e la sovranità del Parlamento devono cedere di fronte a istruzioni provenienti da autorità esterne. Se non sono ammesse leggi che non corrispondano al diritto naturale, la tavola dei valor...

Questo gioco dimmerda

Sono 11, 12 anni che tribolo. Ho un karma fantacalcistico dimmerda e la crudeltà con cui il fantacalcio si accanisce sulle mie carni, come un mastino napoletano a digiuno da un mese, è risaputa. Ma mi dicevo le ho viste tutte ormai. E invece no! Ho passato il WE fantacalcistico più brutto della mia storia. Sabato e Domenica sono stato arrovellato da un unico grande dubbio: Almiron o Colucci? Colucci o Almiron? Almiron è un titolare, l'ho tenuto fuori solamente una volta e quello ha segnato, ma Colucci è uno nuovo, uno fresco, gioca di punta contro la difesa del Messina, Il Catania poi ha un gioco d'attacco... Alla fine di ore di dubbi, con già la formazione fatta e dentro Almiron, ho sostituito Almiron per Colucci. Quando Almiron ha segnato volevo morire. E' stato un incubo, compariva Almiron da tutte le parti. Mettevo sul primo canale e vedevo Almiron, mettevo sul secondo e vedevo il tirazzo di Almiron, Canale 5 Almiron, Italia Uno Almiron, TeleCupole Almiron, baciavo Simo...

Sogni di coppe e di campioni

Lo stadio Palmintelli è a meno di un chilometro da casa mia. Chiamarlo stadio mi è sempre costato fatica. Il Palmintelli in effetti era il campo sportivo. Gli stadi erano ben altra cosa per me: gli stadi erano questi giganteschi monumenti dell’uomo, capaci di contenere tutti gli abitanti di Caltanissetta e San cataldo messiassieme, dentro al quale si trovava un campo totalmente verde, immenso e circondato da una pista d’atletica e visibile solo alla TV. Il Palmintelli no. Il Palmintelli era reale Il Palmintelli era (e forse è) una vecchia costruzione della fine degli anni venti a ridosso del tribunale di Caltanissetta, distrutta e ricostruita diverse volte, me sempre con materiali, poveri e scadenti, se è vero che da quando me lo ricordo io e se lo ricorda mio padre, è sempre stato decadente. Tuttora, se allunghi la mano verso qualsiasi punto dei muri di cinta, ti puoi portare a casa senza fatica un pezzo, di questa inusitata opera dell’uomo. Al centro del Palmintelli si trova un campo...

Intervallo

Immagine
Un momento di poesia dal passato: