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Visualizzazione dei post da dicembre, 2007

Una stazione di passaggio

- Buongiorno - Buongiorno - Son venuto per una valigia - Abbiamo solo quelle... Quale valigia? - Quella li - E´ sicuro? - Si, perche? - Sono due anni che nessuno la reclama. - Per questo sta in un deposito di valigie... Apro la valigia gialla e rossa. E` tutto come lo avevo lasciato allora, un po´ ingiallita ma uguale. La richiudo. Restituisco la valigia. - La rimetta dov era, potrebbe servirmi presto.

Decameron # 2

Caro sign. Antonio Campo Dall'Orto Desideravo farle i miei più complimenti per la gestione del caso Luttazzi. Lei, in un colpo solo, è stato in grado di compiere un atto allo stesso tempo violento, ipocrita e opportunistico. Violento poiché la chiusura di qualsivoglia spazio di libertà è atto di arroganza e arbitrio. Ipocrita poiché conosceva bene Luttazzi, quando lo ha “ingaggiato”, conosceva sicuramente il tono della sua satira e poteva comprenderne a freddo la portata dei suoi “strali”. Se andava chiuso, Decameron, doveva essere chiuso dopo la prima puntata, non adesso. L’ultima puntata, tra l’altro, quella che ne ha determinato l’allontanamento, è datata, visto che riprende, pressoché in toto, lo spettacolo che l’anno passato, lo stesso Luttazzi ha portato in giro per i teatri. Possibile che fosse così ingenuo da non saperlo ne lei, ne i suoi collaboratori? Ed infine opportunistico, poiché, agli occhi dei media, lei ha fatto per così dire uno scoop, si è regalato la visibilità ...

Decameron

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L’arte contemporanea, quel filone di arte di avanguardia intendo che si è staccata dalla rappresentazione figurativa, per divenire provocazione, spunto, riflessione, ha avuto nel recente passato la capacità di spostare la barra della percezione, ben al di la dello sterile quotidiano, approdando a vette di genialità creativa dalla natura costruttiva. Facendoci riflettere, inducendo tormenti, shockando e spalancando porte prima inaccessibili, una certa arte contemporanea è arrivata anche a ricoprire un ruolo importante, quantomeno nelle elite culturali di diversi paesi, per provare a portare cambiamenti anche radicali nelle coscienze di singoli e moltitudini. Oggi non più. L’arte contemporanea, a mio modesto avviso, pare essersi arrovogliata su se stessa, e provoca provocazioni solo per il gusto di sfidare convenzioni, in maniera sterile e, per lo più, egoriferita. Quando per la prima volta ho visto lo spettacolo di Luttazzi sulla Sette, ho pensato allo spirito rivoluzionario, creativo ...