Si nasce di nuovo
Più provo a scrivere qualcosa, più mi trovo prigioniero di clichè. Le emozioni sono a me sconosciute, ma il modo di riversarle su carta (o su tastiera che dir si voglia) risulta di una banalità estrema. E come fare d’altronde a provare a esplicitare sensazioni che arrivano dal profondo e riverberano sulla superficie soltanto una eco lontana? Ci sto girando attorno lo so. Ma, mai come questa volta, trovo difficile scrivere, triturare, digerire o vomitare emozioni per altri, quando non riesco neanche a identificarle per me. Questo è il mio blog, quindi sarò prolisso quanto mi pare. Perché arrivare al punto non è facile (soprattutto se questo punto batte un ritmo cardiaco e incalzante). Ci pensi, non ci pensi, inebetisci, congetturi, fai forzatamente finta di niente, immagini. Provo a estrapolare pensieri da questo coacervo arrovogliato, infilando il braccio nel profondo, per tirar su uno ad uno, i fili di questa matassa. Primo filo: Io sono tre. Parliamoci chiaro, io ho sempre vissuto pe...